9 anni.
108 mesi.
472 settimane.
3282 giorni.
Non sono solo numeri, è il tempo, divenuto quasi infinito e scontato per tutti noi, del regno di campione d’Italia della Juventus.
Era ora di pranzo del 11 settembre del 2011 quando tutto è cominciato. C’era il sole all’allora Juventus Stadium e undici uomini guidati da Antonio Conte erano alla ricerca del riscatto dopo lo sprofondo in Serie B seguito da due settimi posti indegni della storia bianconera. Non sarà una semplice vendetta post-Calciopoli, quel 4-1 al Parma segnerà l’inizio di un ciclo irripetibile che si conclude ieri, in un non banale 2 maggio del 2021.
Un’impresa straordinaria che trova la sua fine con gli stessi eroi che le avevano dato il via: Antonio Conte e Andrea Pirlo.
Questa squadra ha fatto credere a un’intera generazione di bambini che la vittoria del titolo fosse un’esclusiva della “Vecchia Signora”. È riuscita nell’impresa di far sembrare una quotidianità, una banalità, ciò che è un cammino difficile, pieno di ostacoli. Per un po’ abbiamo dimenticato quanto lavoro e quanta sofferenza ci fossero dietro ogni singolo successo e per ricordarcelo abbiamo bisogno di andare a vedere le immagini della “Milano Nerazzurra” in festa, ieri, a Piazza Duomo. Sono state immortalate bandiere del tredicesimo scudetto, maglie di annate da dimenticare, troppo brutte per essere vere, e loghi ben lontani da quelli odierni. Questo a conferma di quanto la Juventus ci abbia abituati ad assistere al medesimo epilogo anno dopo anno.
Sono stati magnifici, ci hanno rappresentato ovunque, hanno scritto una storia tanto bella quanto irripetibile. Sono questi gli attimi in cui ogni tifoso deve essere riconoscente e ringraziare questa società, e con essa tutti gli allenatori e giocatori che hanno reso semplice e tremendamente “romantico” ciò che, 10 anni fa, appariva inarrivabile al resto d’Italia.
E allora, grazie… Grazie Juventus.
3282 giorni dopo la Juventus non è più Campione d’Italia